Cina: ambasciata a Manila in difesa dei lavori dei casinò


L’ambasciata cinese a Manila critica i piani della società governativa responsabile dei casinò nazionali che prevede il trasferimento di lavoratori cinesi in hub autonomi per limitare l’interazione con i filippini.

 

 

L’ambasciata cinese esprime la sua “grave preoccupazione” per il piano della Philippine Amusement and Gaming Corporation (Pagcor) sostenendo che “potrebbe violare i diritti legali di base dei cittadini cinesi interessati”. L’ambasciata di Manila, nella stessa nota ufficiale, “esorta fortemente il governo filippino a proteggere efficacemente i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini cinesi nelle Filippine”.

La dichiarazione arriva in risposta alle dichiarazioni rilasciate dal vice presidente della controllata Pagcor Jose Tria nel talk show televisivo “The Chiefs” nei giorni scori. In particolare Tria ha dichiarato di poter riuscire a spostare i lavoratori cinesi in centri autonomi per prevenire conflitti tra loro e i filippini, molti dei quali si sono sentiti a disagio con la crescente presenza degli stranieri nelle Filippine. “Queste saranno comunità autonome in cui possiamo evitare le interazioni tra filippini e lavoratori stranieri”, ha affermato Tria. “Li trasferiremo lì in modo che siano più facili da monitorare”, ha detto.

 

Nella dichiarazione dell’ambasciata cinese si sottolinea invece un incoraggiamento ai suoi cittadini nel seguire le leggi locali e a non lavorare illegalmente in paesi stranieri. Affermando tuttavia che alcune società di gioco con sede nelle Filippine non sono riuscite a fornire i visti necessari ai loro lavoratori cinesi.

“Un gran numero di cittadini cinesi sono stati reclutati e assunti illegalmente nel settore del gioco d’azzardo filippino. Alcuni cittadini cinesi sono persino attirati e ingannati per lavorare illegalmente con solo visti turistici”, si legge nella nota. Lamentando anche il fatto che questi lavoratori sono stati sottoposti a quelle che si possono definire forme di “schiavitù moderna”.

“I loro passaporti vengono portati via o confiscati dai datori di lavoro filippini. Sono limitati a vivere e lavorare in determinati luoghi designati e alcuni di essi sono stati sottoposti a estorsioni, abusi fisici e torture e ad altri maltrattamenti. Allo stesso tempo, hanno avuto luogo decine di rapimenti e casi di tortura di cittadini cinesi che giocano d’azzardo o lavorano illegalmente in entità di gioco d’azzardo nelle Filippine “, ha detto l’ambasciata.

 



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